OMAR SOULEYMAN


Dopo aver conquistato l’Europa, il maestro di cerimonia è pronto a tornare in terra italica con la sua techno-jihad

26 Giugno 2014 – SEGRATE (MI) / Circolo ARCI Magnolia (+ BONOBO live band)
28 Giugno 2014 – FOLIGNO (PG) / Palazzo Candiotti –
c/o Dancity Festival


Fino a poco più di cinque anni fa era uno dei tanti “cantanti per matrimoni” che si esibiscono in Siria,  ma oggi Omar Souleyman è arrivato a conquistare il pubblico di tutta Europa dopo aver visto la sua carriera trasformarsi e prendere di colpo il volo. La sua miscela ipnotica e danzante tra la dabke music, una musica da ballo cerimoniale originaria del nord-est del Paese che si lascia influenzare dal choubi iracheno così come da effluvi turchi e curdi, e i ritmi battenti della techno ha spopolato arrivando a cogliere di sorpresa quasi tutti gli addetti ai lavori, intenti a cercare ed analizzare le cause di quello che hanno ribattezzato fenomeno-Souleyman.

Il merito della scoperta è di Alan Bishop, fondatore di Sublime Frequencies, che dopo averlo incontrato quasi per caso, in una raccolta di field recordings compilata per lui dal fido Mark Gergis, ha deciso di prendersene cura facendolo entrare nel suo meticcio catalogo. Da lì a poco sono arrivati i primi passi: Highway To Hassake, Dabke 2020 e Jaazeera Nights sono le tre firme che Souleyman appone sulla lista Sublime Frequencies, tre raccolte di materiale già edito su alcune delle centinaia di audiocassette pubblicate in patria, spesso in poche copie concesse agli sposi e al pubblico presente ai matrimoni. Allo step decisivo ci pensano i concerti, fra cui quello allo storico festival di Glastonbury, tra 2010 e 2011, di cui un ottimo ritratto è Haflat Ghariba, ultimo sigillo per la label di Bishop. Questi due sono gli anni decisivi per la sua esplosione: Gergis ristampa sulla sua Sharm Place la lunga Leh Jani, destinata a rimanere il manifesto del suo suono prima del boom mediatico, e la voce comincia a spargersi e a diffondersi, arrivando curiosamente ad appassionare un pubblico al cento per cento europeo, senza penetrare in alcun modo in patria.

Fra gli uditori ci sono orecchie importanti: quelle di Björk, che quando lo chiama a remixare la sua Crystalline ha già a che fare con un artista sulla breccia, e quelle di Four Tet, che vede in lui un nuovo orizzonte a cui espandere il suo bagaglio. Sua è la mano che l’anno scorso ha prodotto Wenu Wenu, il debutto su larga scala, l’album in cui il suo suono è tirato a lucido fino a brillare, la cartina di tornasole definitiva, uno dei dischi più discussi e chiacchierati degli ultimi anni, di sicuro uno dei più caratteristici ed emblematici. Ma il vero segreto del successo di Omar Souleyman è il suo essere un personaggio totalmente fuori dal comune: oggi si esibisce nel Vecchio Continente con la medesima energia e il medesimo abbigliamento con cui allettava gli sposi in patria. Inseparabile dalla sua kefiah e dal suo dishdasha, tanto quanto da quegli occhiali da sole e da quei folti baffi che incrementano ulteriormente la natura meticcia già presente nella sua musica.

“A guardarlo senza sapere chi è, Omar Souleyman fa ridere: con quegli occhiali neri fissi sul naso sembra la caricatura della spia mediorientale, un comico o un impostore. Eppure è uno dei musicisti che hanno veramente segnato l’ultimo decennio.”
(Blow Up)

È in questa prospettiva, in definitiva, che va compreso “Wenu Wenu”: musica da ballo di confine in ogni sua declinazione, coi neuroni a dimenarsi in circolo su binari incrociati, verso una meravigliosa e liberatoria estasi. Sul cammino di Souleyman, la pietra angolare più importante. ”
(OndaRock)

‘Questo disco l’ha prodotto Four Tet, e anche se la cosa vi sembrerà normale, fidatevi che non lo è
(Rolling Stone)

“It’s still best experienced live, but after 20 years of mostly bootleg-quality tapes, there’s finally a recording worthy of calling the next best thing.”
(Pitchfork)

This music transcends barriers of language and culture, able to inspire fans in both East and West – and at the same time, can help dissipate those increasingly outdated divides
(The Quietus)

 

LINKS:

Sito ufficiale
Twitter
Soundcloud
Ribbon Music

 

VIDEO:
Warni Warni (da Wenu Wenu, Ribbon, 2013)

 

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26 Giugno 2014 – SEGRATE (MI) / Circolo ARCI Magnolia
+ BONOBO live band
Via Circonvallazione Idroscalo, 41
Tel. 02 756 1046
info@circolomagnolia.it
Prezzo: 22 €
Apertura Botteghino: 19:00
Concerto: 22:00
Prevendite: www.ticketone.it / www.mailticket.it
More info: www.circolomagnolia.it

 

28 Giugno 2014 – FOLIGNO (PG) / Palazzo Candiotti
c/o Dancity Festival
Piazza della Repubblica
Tel. 3664163764
info@dancityfestival.com
Prezzo: 30 € + d.p.
Apertura Botteghino: 22.00
Concerto: 01.00
Prevendite: www.dancity.it
More info: http://www.dancity.it/festival/2014