WILLIAM BASINSKI


TERRITORY: Italy

Texano, con alle spalle vent'anni di sperimentazione colta in ambito para-jazzistico, William Basinski è l'artista che ha elevato il loop ad arte, diventando un punto di riferimento nell’immenso panorama della musica ambient più sperimentale. La leggenda vuole che sia stato Carsten Nicolai (aka Alva Noto), boss della label tedesca Raster-Noton, a scoprire Basinski durante un soggiorno a New York.
Con "The Disintegration Loops" è uno dei pochi artisti al mondo che può vantare un 10/10 su Pitchfork.. Al di là della recensione la serie dei Disintegration Loops è unanimemente ritenuta un capolavoro della musica contemporanea: si tratta di un lungo lavoro di riversamento su digitale e rimanipolazione di nastri precedentemente incisi, che si disintegrano nello stesso momento in cui vengono passati sul revox. Il lungo processo termina a New York il mattino dell'11 settembre 2001, giorno dell'attentato alle torri gemelle.
Le trascrizioni orchestrali di "The Disintegration Loops" sono state eseguite al Metropolitan Museum di New York, alla Queen Elizabeth Hall di Londra, alla Biennale di Venezia e La Batie Festival di Ginevra.

Negli anni Basinski ha evoluto il suo linguaggio artistico attraverso momenti fondamentali come la serie “Watermusic” (2001-2003), i lavori in collaborazione con Richard Chartier e i più recenti “92982” (2009), Nocturnes” (2013) e “Cascade” (2015), tutti pubblicati sulla sua etichetta 2062. Antony Hegarthy (Antony And The Johnsons) gli ha commissionato la composizione della colonna sonora dell'ultima opera di Robert Wilson, “The Life And Death Of Marina Abramovich”, la cui “prima” si è tenuta al Manchester International Festival nel luglio del 2011, fino ai più recenti album editi da Temporary Records.